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DIZ, giorno dopo giorno
11 giugno 2015

avevamo davvero un inviato al Primavera

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avevamo davvero un inviato al Primavera e per farvelo vedere gli abbiamo chiesto un report. come fanno quelli fighi, così la smettiamo di dire che diciamo cazzate. il report lo lasciamo appositamente così come ci è arrivato, per far vedere la vera verità, la fatica e le difficoltà di andare a un festival oltre che organizzarlo. grazie a Jacopo.

” PRIMAVERA SOUND – Barcellona2015

Tutti hanno un amico che vive a Barcellona, ci sono 27.000 italiani, la prima comunità straniera (la seconda è quella dei pakistani, los pakis, i gestori dei minimarket). Gli stranieri dai locals vengono chiamati guiris (pronincia:ghiris), certe volte sembra più Miami che Barcellona per la quantità di anglofoni arrossati dal sole che affollano la spiaggia da maggio a settembre. A me Miami non attira molto e Barcellona mi piace molto fino ad aprile quando è meno Miami.

A Barcellona ci sono i catalani, non gli spagnoli, poi ci sono gli spagnoli arrivati lì, gli spagnoli lì da decenni che fan finta di essere catalani e gli spagnoli che parlano male dei catalani e un botto di stranieri..italiani, francesi e inglesi tra tutti oltre ai sudamericani, molti argentini (quanto son belle le donne argentine?!). Io ho un odio-amore per questa città, un grosso amore perso in questa città e decisioni non prese al momento buono o mai prese che han fatto sì che l’anno passato abbia fatto 20 volte avanti e indietro Milano-Barcellona con dubbi sulla mia sanità mentale da parte di genitori, amici e colleghi. Ma chi è sano del tutto?

A Barcellona c’è il mare, più sole, i coffee shop, il culto del vermouth, le feste dei quartieri da maggio a settembre, la festa della Mercè, la festa dell’indipendenza catalana (la Diada) e poi i Brunch Electronik, i Piknik Elecronic, il Ventu e soprattutto il Sonar e appunto il Primavera Sound. Capite bene che quando i Distratti mi hanno chiesto se volevo fargli da inviato al Primavera come potevo dire di no? Sano del tutto magari no, ma non stupido.

Quindi via di Ryanair “Milano” Bergamo Orio-Barcelona El Prat e diretti al Forum, il tempio del Primavera Sound, 12 ore di musica al giorno per 3 giorni spostandosi da un palco all’altro che diventano una sfiancante e distorta maratona musicale tra nomi conosciuti e meno del panorama musicale mondiale.

Arrivando all’1.00 di notte di giovedì perdo la prima giornata..

Gli amici che ci sono stati mi parlano di un Panda Bear che stupisce con uno spettacolo psicotico che coinvolge suoni e videoproiezioni aiutato dalla location, l’Auditori Rockdelux, un auditorium, unico palco al chiuso di grande impatto scenico, gli Spiritualized, quindi i The Black Keys penalizzati da un audio basso del palco Primavera e gli ottimi live di Viet Cong, Chet Faker e James Blake per poi chiudere nella notte con gli elettronici Simian Mobile Disco, Gui Boratto e Richie Hawtin.

Il Venedì comincia con José González per i fortunati che si accaparrano l’entrata dell’Auditori Rockdelux (unico palco a pagamento extra, 2 euro) con un live coinvolgente, poi i, per me sconosiuti, Disappears e Sr. Chinarro (ottimi) quindi i canadesi The New Pornographers visti dal prato davanti al palco ATP e forse la più bella esibizione della giornata, Damian Rice, che a parte un paio di momenti un po’ troppo melancholic chiude con grande grinta, insperata, campionando colpi di tamburo e passando alla chitarra elettrica il tutto accompagnato da un tramonto che si staglia nel cielo catalano (trovate il concerto completo su youtube).

Da qui i contorni si confondono e con loro le percezioni in un’alternanza di concerti, folle che si muovono, balli sconclusionati e chilometri fatti avanti e indietro tra i palchi del Forum con le psichedeliche performance degli alt-j e dei Ratatat, grandi concerti, ma non chiedetemi troppi particolari. Svegliarsi il sabato in orario decente specie se ti sei fatto imprecisati chilometri a piedi (causa impossibilità di trovare un taxi) per tornare a casa in condizioni non ottimali, è cosa dura, ma abbiamo una missione, l’ultimo giorno di festival.

Infatti innanzitutto cosa mi sono perso.. i Einstürzende Neubauten (rammarico maggiore),Tori Amos (a dire il vero mi han detto un po’ moscetta) e Marc De Marco. In compenso si è riusciti a vedere sotto il palco gli Interpol (eleganti potenti e precisia, senza sbavature), gli Strokes (con un Julian Casablancas, già esibitosi con i Voidz il giorno prima, imbolsito, con una criniera tricolore rossa-gialla-nera e con la voce un po’ in cantina), gli Underworld (deludenti per le aspettative che avevo, ripetitivi e ossessivi) e Caribou che ha riempito l’intero palco Rayban in ogni ordine di posto.

Concludendo..

Cosa non troverete al Primavera? Non troverete il fango dei festival del nord, le ragazze con gli stivali di gomma, le risse, gente fatta (veramente poca), birre a prezzi spagnoli (pure qui non si scappa dalle birre a 5 euro) e soprattutto un benedetto taxi per tornare a casa vostra una volta finita la serata-nottata.

Cosa troverete al Primavera? Una buona organizzazione, l’effetto ansia da prestazione (“alle 20.30 al palco Primavera, alle 20.55 tattica per le prime file del palco Heineken, alle 21.30 attacco al palco Rayban..se sfruttiamo il tempo possiamo farcela, sincronizziamo gli orologi!”), esperti della scena indie che pare abbiano deciso loro la programmazione del Primavera, la possibilità col braccialetto del concerto di uscire e entrare senza problema e ricaricarsi di birrette al cino di fronte al Forum e un corpo provato al terzo giorno.

Consigli? Se vi piace tanto fatevi l’intero Festival (non proprio economico..), se non vivete mangiando recensioni e ascoltando l’ultima di un “ interessante gruppo indie islandese con echi progressive” e tenete al vostro fisico scegliete un giorno e negli altri godetevi il sole e le birrette dei bar spagnoli (il loro vero monumento e orgoglio nazionale),  se siete a zero budget prendetevi un volo quel we e approfittate degli eventi gratis che ci sono in città (concerti free e birrette a 1 euro e 50).

Ultimo consiglio..non prendete special cake se rischiate di avere il riflusso della paranoia il giorno dopo. Se invece non la temete cercate dove le vendono, ma qui non vi aiutiamo. Tra poco si va al Sonar…ma prima a DIZ festival.”

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