C+C=Maxigross

Project Description

Parlare dei C+C è parlare di un complesso del territorio. è parlare di nord, montagna, folk e psichedelia

Collettivo folk-psichedelico di forse 3 o 22 elementi, l’avventura dei C+C=Maxigross inizia nel 2009 quando la banda decise di registrare nella propria casa di montagna un pugno di canzoni composte in compagnia, durante serata passate tra amici davanti al camino e a spasso per i boschi della Lessinia. Da quel momento, dall’uscita dell’EP “Singar” (Vaggimal/42Records, 2011) il loro nome è rimbalzato di blog in blog, di rivista in rivista, portandoli a girare l’Italia da Bolzano alla Sicilia, a vincere Arezzo Wave 2012 e facendoli infine atterrare negli Stati Uniti per un minitour, che comprendeva una tappa nel prestigioso CMJ Music Festival di New York.

Nel 2013 esce “Ruvain” – in lingua cimbra “rumoreggiare” – che vince il premio PIMI al MEI 2013 come miglior autoproduzione italiana ed ha permesso alla banda di suonare nei migliori festival e locali europei.

Da segnalare la partecipazione al Primavera Sound 2014 di Barcelona, l‘Eurosonic di Groningen (NL), Reeperbahn e Fusion Festival in Germania. Hanno condiviso il palco con il meglio della scena internazionale, Yann Tiersen, Built To Spill, Miles Cooper Seaton (Akron/Family), Matt Elliott, Jennifer Gentle (feat. Verdena), Emeralds, Jacco Gardner solo per citarne alcuni, e nel 2014 hanno fatto due tour speciali con il musicista norvegese Martin Hagfors (HGH, ex Home Groan) con cui hanno registrato un ep. Il progetto si chiama “An Instantaneous Journey with Martin Hagfors & C+C=Maxigross“.

La loro musica è stata spesso definita folk psichedelico, con un suono prevalentemente acustico, basato su cosmiche armonie vocali e arrangiamenti semplici e naif. Ora che i C+C=Maxigross sono diventati una inarrestabile live band con alle spalle più di 200 concerti la dimensione elettrica è diventata una parte fondamentale anche nella composizione, e i nuovi brani tendono inevitabilmente verso atmosfere dilatate figlie delle lunghe code di Grateful Dead, Crazy Horse senza dimenticare la pazzia tropicalista degli Os Mutantes.

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