I’m not a Blonde

Project Description

tra synth-pop, influenze anni 90, si possono sentire i Moloko, i Tune Yards (e una bella dose di ironia).

I’M NOT A BLONDE sono Chiara “Oakland ” Castello e Camilla Matley.

Polistrumentiste e compositrici pubblicano a fine settembre 2014 “EP01″, primo di 3 EP a scadenza trimestrale contenenti 3 brani ciascuno, ironicamente chiamati 3P.

Da ottobre ad oggi hanno suonato in diverse città italiane, tra cui in apertura di Merchandise (4AD) al Biko, Summer Hearth alla Salumeria della Musica, e Olivia Louvel al Cassero a Bologna.

Il video live tratto da uno di questi eventi è stato trasmetto in anteprima sulla web tv Condè Nast Live

EP01 è davvero un piacevole biglietto da visita […] L‘ascolto delle 3 tracce contenute sull’EP passa in un soffio e lascia decisamente la voglia di poter assaggiare qualcosa in più delle ragazze”Troublezine

“Melodie di qualità e capaci di catturare immediatamente l’ascoltatore, un suono con la giusta freschezza e con un gran tiro, una buona varietà tra una canzone e le altre”OndaRock

“L’esordio di un duo italianissimo (di Milano) che si è fatto notare da subito per l’intensità e la carica che riesce ad infondere nell’ascoltatore” - Oca Nera Rock

EP02 è uscito il 10 Febbraio 2015 ed è stato presentato live durante il Sundaypark di ELITA al Teatro Franco Parenti di Milano.

IF, primo brano di EP02, è anche il primo videoclip ufficiale trasmesso in anteprima su Redbull TV

Le canzoni sono di matrice electro-pop, con influenze che partono dalla musica british anni 80, nelle ritmiche plastiche delle batterie, nei bassi e nei sinth. I riff di chitarra e la timbrica vocale spostano il sound verso il rock e gli anni 90, si possono sentire i Moloko in qualche istante per poi passare subito oltre fino ad arrivare ai Tune Yards di oggi.

Caratteristico è l’approccio della voce: ludico e sperimentale nel gioco di trasformarsi in altri strumenti, un basso, una percussione, dei fiati, o in altri cantanti con coretti e vocine strane.

Il loop, come cellula base catturata e ripetuta, è presente sia nella forma di scrittura che nel live dove diventa struttura fondante della performance. Gli strumenti, posti su un tavolo centrale, sono suonati, registrati e rimandati. I brani sono costruiti così, con strutture semplici che si sovrappongono in un crescendo di strati e di suoni.

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