Omosumo

Project Description

Surfin’ Gaza è un album sull’abbandono, sul mare che diventa un altrove, luogo in cui rifugiarsi e lasciarsi andare, dolcemente alla deriva, lontano dalla costa e da tutto ciò che vi sta sopra

Gli Omosumo sono un trio formato da Angelo Sicurella, Roberto Cammarata (Waines) e Antonio Di Martino (Dimartino). Dopo la pubblicazione del primo Ep “Ci proveremo a non farci male” (Malintenti Dischi, 2013), successivamente remixato in chiave elettronica da alcuni tra i migliori nomi della scena dancefloor italiana (“Remixes Ep” per Malintenti Bop, 2013 con i remix di Tempelhof, Crimea X, RotaryDisco76 e Marvin & Guy) e dopo un’intensa attività live che li ha portati sui palchi dell‘Ypsigrock e del prestigioso South By Southwest Festival di Austin in Texas nel marzo del 2014, la band vira decisamente direzione stilistica adottando anche la lingua inglese al posto del cantato in italiano, pur mantenendo intatto il sapiente connubio musicale tra impatto indie-rock, echi afro-beat e substrato elettronico. Il debut “Surfin’ Gaza” esce per Malintenti Dischi il 30 settembre 2014, anticipato da due singoli con altrettanti videoclip: “Nowhere” e “Nancy”.

Registrato e mixato presso gli 800a Studios di Palermo dal sound engineer Francesco Vitaliti e masterizzato da Hannes Jaeckl presso la Home Vasoldsberg, “Surfin’ Gaza” è un disco nato fuori dal frastuono metropolitano, dal centro città e dagli aperitivi, e che risponde ad una precisa esigenza: quella di misurarsi con qualcosa di diverso rispetto a quanto fatto fino ad allora. Così, fin dalle prime sessioni, son venuti fuori ritmi africani, divagazioni desertiche, un linguaggio nuovo per la voce e la chitarra, un basso che andava a cercare i suoi giri nella Sicilia più a sud. Sono stati presi e suonati tutti gli strumenti che c’erano a disposizione: organi, synth, diverse drum machine… cercando di tirar fuori da ciascuno di loro la propria anima più calda e autentica e cercando di dare aria alle melodie, sia vocali che strumentali, del basso e delle chitarre. La voce canta a volte come fosse uno strumento, gli strumenti come fossero delle voci. Anche i testi del disco sono passati attraverso questa esigenza di novità, e per la prima volta, accanto l’italiano, sono entrate lingue come l’inglese e l’arabo. “Surfin’ Gaza” è un album ispirato, notturno e nostalgico.

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